Carie denti: cause, sintomi e trattamento delle carie dentali

  1. Che cos’è la carie
  2. Le cause di carie
  3. Classificazione della carie
  4. Sintomi della carie
  5. Prevenzione della carie
  6. Trattamento dei denti con carie
  7. Domande e risposte sulla carie dentale

Carie denti: di cosa parliamo?

Tra le patologie che colpiscono il cavo orale la carie dentale è sicuramente la più frequente: essa, infatti, può manifestarsi sia in età infantile che in età adulta, interessando tanto i denti decidui (o denti da latte), tanto i denti permanenti.

La carie ai denti consegue a un’infezione dei tessuti dentari sostenuta dai microrganismi presenti all’interno della placca batterica.

Che cos’è la carie e come si forma

La carie dentale è un processo infettivo a eziologia batterica, caratterizzato dall’aggressione e progressiva distruzione dei tessuto dei denti da parte dei microorganismi presenti all’interno dei cavo orale.

Ne consegue la formazione di una cavità che si estende progressivamente verso i tessuti più profondi.

È noto che lo sviluppo della carie si associa alla presenza di alcuni fattori predisponenti:

  • Esogeni: scarsa igiene orale con accumulo di placca dentale, consumo eccessivo di cibi e bevande contenenti zucchero, insufficiente apporto di fluoro con la dieta, fumo di tabacco.
  • Endogeni: ridotta salivazione e scarsa resistenza dello smalto all’aggressione batterica.

Inoltre, spesso la carie è favorita dalla presenza di patologie sistemiche che possono determinare alterazioni della risposta immunitaria o della salivazione, come ad esempio diabete artrite reumatoide.

Classificazione della carie

II processo carioso dapprima interessa i tessuti superficiali del dente (smalto e dentina) e, se non trattato tempestivamente, tende ad estendersi progressivamente ai tessuti più profondi fino a interessare la polpa dentaria.

Per questa ragione la carie ai denti, in funzione del grado di interessamento dei tessuti dentari può essere distinta in:

  • Carie iniziale: il processo infettivo interessa solo superficialmente lo smalto determinando la comparsa di una macchia.
  • Carie superficiale: l’infezione interessa lo smalto e la porzione più superficiale della dentina determinando la comparsa di una cavità.
  • Carie profonda: la cavità si estende in profondità interessando porzioni più ampie della dentina.
  • Carie penetrante: il processo interessa la struttura pulpo-dentinale e determina la formazione di dentina terziaria.
  • Carie perforante: la cavità è ormai estesa in profondità e determina l’esposizione della polpa.

Carie: sintomi

I sintomi della carie dentaria dipendono dal grado di progressione della malattia e, di conseguenza, dall’estensione del processo distruttivo ai diversi tessuti dentari.

In fase iniziale spesso la carie è asintomatica; quando invece il processo infettivo interessa i denti più in profondità, coinvolgendo la dentina, possono comparire i sintomi tipici che comprendono:

  • Dolore
  • Ipersensibilità
  • Alitosi

In questa fase è già presente e visibile una cavità sulla superficie dei denti.

In fase avanzata, in caso di mancato trattamento, la carie ai denti può complicarsi determinando la comparsa di:

  • Pulpite: l’interessamento della polpa si associa a un cambiamento delle caratteristiche del dolore, che diventa continuo e più intenso.
  • Parodontite apicale: quando i batteri responsabili della carie si estendono fino a interessare il parodonto (ovvero un tessuto di supporto dei denti) determinandone l’infiammazione. (Scopri di più sulle malattie parodontali)
  • Ascesso dentale: quando l’infezione batterica si stende in profondità determinando risposte immunitarie cui consegue la formazione di raccolte di materiale purulento.
  • Granuloma dentale: quando la carie si estende alla polpa determinando un’infezione cronica dell’apice radicolare.
  • Cisti dentarie: un’evoluzione del granuloma non trattato che può associarsi a perdita in tessuto osseo rendendo necessaria l’estrazione dell’elemento dentario.

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Prevenzione della carie

Un ruolo fondamentale nel contrastare lo sviluppo e la progressione della carie è svolto dalla prevenzione.

L’igiene orale quotidiana, infatti, previene l’accumulo della placca e l’instaurarsi all’interno del cavo orale di condizioni predisponenti che favoriscono lo sviluppo e il mantenimento del processo infettivo.

Inoltre, sottoporsi a controlli periodici dal proprio dentista permette di individuare e trattare tempestivamente quelle forme di carie iniziale che non determinano alcun sintomo ma che evolveranno inevitabilmente verso forme più profonde, in assenza di un intervento precoce.

D’altro canto, poiché un eccessivo consumo di cibi e bevande contenenti zucchero rientra tra i fattori predisponenti lo sviluppo di carie, limitarne il consumo rappresenta un’utile strategia di prevenzione.

Il 90% delle carie interessa i solchi dentali: per questo un’efficace strumento di prevenzione è rappresentato dalla sigillatura preventiva dei solchi subito dopo l’eruzione dei primi molari (generalmente intorno ai sei anni di età).

Diagnosi e trattamento dei denti con carie

La diagnosi di carie è generalmente clinica: durante una visita di controllo il dentista individua la cavità determinatasi in seguito al processo distruttivo; tuttavia può essere utile uno studio radiografico per valutarne l’estensione in profondità.

In base al grado di estensione del processo il trattamento della carie può comprendere diverse procedure:

  • Trattamento al fluoro (anche periodico): può essere utile nel trattamento di carie iniziali (quando lo smalto risulta intaccato ma non si è ancora formata alcuna cavità).
  • Trattamenti di odontoiatria conservativa: quando il processo distruttivo ha intaccato lo smalto e una parte della dentina determinando la formazione di una cavità, è possibile procedere a un’otturazione dopo avere asportato il tessuto interessato e disinfettato la cavità residua. (Scopri di più sull’odontoiatria conservativa)
  • Trattamento endodontico di devitalizzazione (o terapia canalare): quando, in caso di carie penetrante, il processo distruttivo si è già esteso alla polpa determinandone un processo di necrosi. (Scopri di più sulla devitalizzazione)
  • Quando il processo necrotico ormai ha interessato estesamente l’intera struttura del dente rendendone impossibile la permanenza in loco, può rendersi necessaria l’estrazione dell’elemento.

Domande e risposte sulla carie dentale

Quando la carie fa male?

Il dolore compare, in associazione a ipersensibilità al caldo e al freddo, quando la carie dopo aver distrutto lo smalto intacca la dentina. Una volta che invece il processo si è esteso alla polpa il dolore diventa continuo e più intenso.

Come faccio a capire se ho una carie?

Dal punto di vista sintomatologico la carie si manifesta solo in fase avanzata, quando il processo distruttivo ha interessato la dentina e, eventualmente, la polpa determinando la comparsa di mal di denti, ipersensibilità a cibi e bevande caldi o freddi e presenza di una cavità visibile sulla superficie di un dente.

Quali sono le conseguenze di una carie non curata?

Se il processo distruttivo non viene fermato, esso si estende alla polpa dentale determinandone l’infiammazione (pulpite) e successivamente la necrosi. L’esito di questo processo può essere rappresentato da una completa distruzione del dente e dalla comparsa di complicanze anche gravi. Per questo la prevenzione e i controlli periodici sono fondamentali al fine di individuare la carie in tempo e salvare il dente.

Come curare una carie senza andare dal dentista?

Quando la carie ha interessato lo smalto e i tessuti sottostanti determinandone la distruzione, il processo può essere arrestato esclusivamente con un intervento del dentista. In caso contrario l’infezione progredirà fino a determinare una completa distruzione del dente. La cura della carie fai da te è impossibile perché i tessuti distrutti in seguito al processo infettivo non possono rigenerarsi.

Quando preoccuparsi per una carie?

Come già detto, la carie dà segno di sé solo quando si verifica un interessamento della dentina o della polpa sottostante. Quindi, la comparsa di mal di denti o di ipersensibilità dei denti con dolore legato alla assunzione di cibi o bevande caldi o freddi rappresenta un campanello d’allarme. In questo caso recati dal tuo dentista di fiducia per una visita preventiva.

Perché ho sempre carie?

Il fattore principale che predispone allo sviluppo della carie è la scarsa igiene orale anche se, in alcuni casi, esistono delle condizioni predisponenti (tra cui una riduzione della secrezione salivare, alterazioni dell’allineamento dei denti o una congenita suscettibilità dei denti alle aggressioni microbiche). In tutti questi casi è fondamentale la prevenzione: un’igiene orale quotidiana precisa e puntuale, visite di controllo periodiche e riduzione dell’assunzione di cibi e bevande zuccherati riducono enormemente il rischio di sviluppare le carie.

Quante sedute dal dentista ci vogliono per curare una carie?

Se il processo interessa soltanto le porzioni più superficiali del dente (quindi lo smalto e la dentina) il trattamento della carie è conservativo e si svolge nell’arco di un’unica seduta durante la quale vengono rimossi i tessuti distrutti, viene disinfettata la cavità e infine si procede con un’otturazione. Se, invece, il processo carioso si estende più in profondità e determina il coinvolgimento della polpa, si rende necessario un trattamento di devitalizzazione che in genere richiede due sedute durante le quali si rimuove la polpa e si effettua la ricostruzione del dente.


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