Disturbi alimentari e salute orale

I disturbi alimentari sono purtroppo patologie estremamente frequenti. Colpiscono infatti, solo in Italia, almeno 3 milioni di persone con un’età di insorgenza spesso precoce e una maggior frequenza nel sesso femminile. Il picco di incidenza si verifica durante l’età adolescenziale anche se, purtroppo, l’età media di insorgenza è in progressiva riduzione.

I disturbi del comportamento alimentare che determinano maggiori ripercussioni sulla salute orale sono l’anoressia e la bulimia.

  1. Disturbi del comportamento alimentare: di cosa parliamo
  2. Classificazione dei disturbi del comportamento alimentare
  3. Anoressia e salute orale
  4. Bulimia e salute orale
  5. Pica e salute orale
  6. Disturbi della nutrizione e salute orale: la ruminazione

Disturbi del comportamento alimentare: di cosa parliamo

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie a insorgenza prevalente durante l’adolescenza che colpiscono più frequentemente il sesso femminile. Tra i disturbi alimentari, quelli più frequenti e tristemente noti sono rappresentati da anoressia e bulimia nervosa.

Nella maggior parte dei casi essi sono caratterizzati da un’alterata percezione della propria immagine corporea: spesso chi è ne affetto percepisce un’immagine di sé differente rispetto a quella reale e non è in grado di giudicare le proprie forme e il proprio peso in modo obiettivo.

I soggetti colpiti da anoressia nervosa e bulimia giudicano sé stessi in funzione del proprio peso e delle proprie forme e spesso presentano, associate al disturbo alimentare, altre patologie psichiatriche tra cui:

  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbi di personalità
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Abuso di alcol e sostanze

Inoltre spesso i disturbi del comportamento alimentare si associano a comportamenti autolesionistici e tentativo di suicidio.

Disturbi del comportamento alimentare: di cosa parliamo

I disturbi del comportamento alimentare comprendono:

Disturbi alimentari e salute orale: anoressia e bulimia nervosa

L’anoressia nervosa è un disturbo particolarmente grave che si associa al rifiuto del cibo correlato a un desiderio patologico di magrezza: spesso chi ne è affetto vive la capacità di controllare l’assunzione di cibo e il peso corporeo come una valvola di sfogo delle proprie ansie e paure.

Le persone affette da anoressia nervosa hanno una percezione alterata della propria immagine corporea, sono incapaci di vedersi magre e spesso I pensieri relativi al cibo sono associati alla messa in atto di rituali (come ad esempio la preparazione di cibi e lavorati per i propri familiari, il conteggio calorico di ogni alimento o bevanda ingerita, l’assunzione di alimenti cucinati solo con modalità particolari o la masticazione eccessiva e prolungata di ogni singolo boccone).

La bulimia nervosa è caratterizzata da crisi bulimiche (durante le quali chi ne è affetto si abbuffa ingerendo grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo) seguite da condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso (vomito, esercizio fisico fino allo sfinimento uso di lassativi o diuretici).  

Anoressia e bulimia possono associarsi a conseguenze gravi sulla salute generale con alterazioni cardiovascolari, gastrointestinali ed endocrine.

A livello del cavo orale possono determinarsi alterazioni anche molto gravi, correlate soprattutto all’auto induzione del vomito: l’acidità ha dei succhi gastrici scatena un processo di erosione e demineralizzazione dei denti con perdita di sostanza; inoltre lo spazzolamento dei denti che consegue abitualmente ogni episodio di vomito danneggia ulteriormente lo smalto.

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Le conseguenze sulla salute orale di anoressia e bulimia sono rappresentate da:

  • Discromie dei denti, causate dalle esposizioni di ampie aree di dentina dovute alla distruzione dello smalto sovrastante.
  • Ipersensibilità dentale agli stimoli termici, durante la masticazione e in seguito all’ingestione di alimenti o bevande dolci (conseguente all’esposizione della dentina).
  • Aumentato rischio di carie, legata sia all’erosione dello smalto sia a una igiene orale spesso non adeguata.
  • Assottigliamento, fratture e accorciamento dei margini degli incisivi (gli elementi dentari maggiormente colpiti sia a causa della loro maggiore sottigliezza rispetto ai denti circostanti, per la posizione assunta durante l’atto del vomito).
  • In fase avanzata: erosioni e appiattimento delle cuspidi di molari e premolari.

Il processo erosivo determina alterazioni estetiche: il volto assume un aspetto senescente legato a una compromissione degli elementi dentari, alla perdita di sostegno del labbro superiore e alla comparsa di rughe periorali.

A questo si associano anche alterazioni della funzione masticatoria legate all’assottigliamento degli incisivi e al progressivo appiattimento delle cuspidi di molari e premolari. Ne derivano una ridotta capacità masticatoria una masticazione patologica orizzontale, simile alla ruminazione, con possibili dolori muscolari e alterazioni della forma del viso.

Il trattamento Odontoiatrico nei soggetti affetti da anoressia o bulimia dipende dalla gravità del danno.

Soprattutto nella prima fase, alcune modificazioni comportamentali possono essere utili per prevenire l’evoluzione del danno a carico dei denti.

Impostare una corretta igiene orale domiciliare, ad esempio, è utile sia per prevenire la comparsa di processi cariosi, sia per ridurre il rischio di erosioni traumatiche degli elementi dentari: dopo un episodio di vomito è opportuno evitare lo spazzolamento immediato, meglio sciacquare il cavo orale con collutori al fluoro per ridurre il rischio di danni meccanici e minimizzare il tempo di contatto tra acidi gastrici e superficie dei denti. in ogni caso sono da preferirsi spazzolini con setole morbide e dentifrici non abrasivi al fluoro.

Le sedute periodiche di controllo e l’igiene orale professionale sono fondamentali per individuare la comparsa di eventuali complicanze a livello del cavo orale e monitorarne l’andamento nel tempo.

A livello pratico, la tipologia di intervento dipende dall’entità del danno:

  • Quando il danno è limitato e si manifesta esclusivamente con un incremento della sensibilità agli stimoli termici, meccanici o chimici è possibile utilizzare soluzioni desensibilizzanti.
  • In caso di erosioni estese o fratture è possibile procedere a un trattamento conservativo delle porzioni danneggiate con ricostruzione attraverso l’utilizzo di materiale composito.
  • Quando invece il danno è in fase talmente avanzata da determinare una perdita delle strutture dentali, l’unica soluzione è rappresentata del trattamento protesico.

Disturbi della nutrizione e salute orale: la Pica

Il picacismo (detto anche pica o allotriofagia) è caratterizzato dall’ingestione continuata di sostanze non nutritive in soggetti di età superiore ai 24 mesi.

Le sostanze ingerite dai pazienti con picacismo possono essere le più svariate (ad esempio sapone, stoffa, terra, carta, gesso); più spesso l’ingestione di sostanze inappropriate consegue a un disturbo sistemico o comunque organico, come ad esempio la carenza di ferro in gravidanza o forme carenziali correlate a parassitosi o celiachia. In casi decisamente più rari, invece, il picacismo è riconosciuto come un disturbo mentale (e più spesso rappresenta una forma di disturbo ossessivo-compulsivo).

La tipologia di sostanze ingerite tende ad essere differente a seconda dell’età del paziente e, anche se di solito i soggetti non ingeriscono sostanze tossiche, la pica può causare disturbi gastrointestinali e carenze nutrizionali.

La pica può associarsi ad alterazioni della salute orale in caso di caso di masticazione di materiali duri (come ad esempio le pietre, la sabbia e i mattoni) con conseguenti danni da logoramento e usura dei denti.

Disturbi della nutrizione e salute orale: la ruminazione

La sindrome da ruminazione è una condizione difficile da diagnosticare: i pazienti che ne soffrono, (e che spesso non rivelano la propria condizione o cercano di dissimularla perché consapevoli dell’inappropriatezza del disturbo) sono soggetti ad episodi di rigurgito ripetuto dopo i pasti, in assenza di altri sintomi.

Il rigurgito si verifica a breve distanza dai pasti (15-30 minuti) e, a differenza del vomito, può essere volontario. Il materiale rigurgitato viene soggetto a una parziale masticazione e poi nuovamente deglutito.

Gli acidi gastrici rigurgitati in questo disturbo della nutrizione, possono avere un effetto erosivo sulla parete dell’esofago e determinare ripercussioni sulla salute del cavo orale con erosione dello smalto e comparsa di alitosi.


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