Parodontite: cos’è, cause, sintomi, cura

Parodontite: cos’è, cause, sintomi, cura

La parodontite, detta anche piorrea, è una malattia infettiva batterica che interessa il parodonto, ovvero il tessuto di sostegno dei denti che comprende gengive, osso, legamenti parodontali.

Durante il processo infiammatorio le strutture colpite vanno incontro a una progressiva distruzione responsabile della sintomatologia clinica. La gravità della parodontite dipende dall’entità dell’infiammazione e, sebbene in fase iniziale la sintomatologia clinica possa essere lieve o assente, la malattia parodontale non deve mai essere trascurata perché l’estensione del processo infettivo porta inevitabilmente a una cronicizzazione fino ad arrivare a conseguenze irreversibili.

  1. Quanto è frequente la parodontite
  2. Cause della parodontite
  3. Sintomi della parodontite
  4. Diagnosi della parodontite
  5. Cura della parodontite
  6. Domande frequenti

Quanto è frequente la parodontite?

La parodontite è un disturbo molto frequente, basti pensare che ne soffre circa il 50% degli italiani oltre i 35 anni e che circa il 15% di loro è colpito da una forma grave.

Spesso l’esordio della malattia in età adulta è caratterizzato da un andamento lentamente progressivo: per questa ragione, quando diagnosticata e trattata precocemente, la malattia parodontale tende ad avere una prognosi favorevole.

Sebbene la parodontite sia una patologia tipica dell’età adulta, essa può colpire anche bambini e adolescenti; la malattia nei soggetti giovani spesso tende ad avere un andamento più aggressivo, una minor risposta ai trattamenti e una prognosi peggiore.

Quali sono le cause della parodontite?

La parodontite (o malattia parodontale) è determinata da un processo infiammatorio che interessa i tessuti parodontali (gengiva, legamento parodontale, osso) determinandone la progressiva distruzione.

La causa del processo è rappresentata dai batteri presenti all’interno della placca batterica.

L’ insorgenza della malattia parodontale è correlata all’esistenza di una predisposizione genetica o alla presenza di fattori predisponenti che possono determinare un’alterata capacità delle difese immunitarie di rispondere alle infezioni, come ad esempio alcune malattie sistemiche (diabete), lo stress, le alterazioni ormonali e l’assunzione di farmaci per un periodo prolungato.

Lo sviluppo del processo infiammatorio, inoltre può correlarsi all’esposizione a fattori esterni: in particolare, uno dei fattori di rischio più importanti per la parodontite è rappresentato dal fumo di sigaretta, che, oltre ad avere un ruolo diretto nella patogenesi del processo infiammatorio, può mascherarne la sintomatologia e quindi rendere l’evoluzione della patologia meno evidente e più subdola.

Poiché la causa primaria della parodontite è rappresentata da un’infezione batterica, una scarsa igiene orale quotidiana con accumulo di placca batterica e insorgenza del tartaro rappresenta la causa principale della parodontite.

Per questo, fin dall’infanzia è importante prendersi cura della propria igiene orale e sottoporsi a controlli e seduti periodiche di igiene orale professionale.

L’infiammazione che determina la parodontite inizialmente interessa la gengiva alla base dei denti: in questa fase si verifica la formazione di una tasca parodontale, ovvero una zona in cui viene perso il sigillo biologico determinato dalla adesione della gengiva al dente.

Successivamente, quando non identificato e non trattato nelle sue fasi iniziali, il processo infiammatorio tende ad estendersi in profondità, interessando progressivamente il legamento parodontale e l’osso alveolare; la distruzione di queste due strutture di sostegno si manifesta con la comparsa di una instabilità degli elementi dentari interessati.

Sintomi della parodontite

La malattia parodontale, a seconda della estensione del processo infiammatorio e quindi della gravità dei sintomi, può manifestarsi in forma lieve (gengivite) o avanzata (parodontite). In questo caso la distruzione dei tessuti non è reversibile e determina un danno a lungo termine per la salute delle gengive e dei denti.

La fase iniziale nella malattia parodontale può essere subdola o asintomatica: in questo caso non sono presenti sintomi evidenti e, quindi, la malattia può restare misconosciuta.

I sintomi evidenti della parodontite comprendono:

  • Gengivite con ipersensibilità e dolore gengivale.
  • Sanguinamento gengivale, inizialmente il sanguinamento non è spontaneo ma si verifica quando la gengiva viene stimolata (ad esempio quando si spazzolano i denti o si masticano cibi duri) in fase avanzata, invece, le gengive tendono a sanguinare spontaneamente.
  • Alitosi.
  • Ipersensibilità dentale al caldo e al freddo.
  • Dolore alla masticazione.
  • Ascessi gengivali.
  • Recessione gengivale: spesso i pazienti riferiscono la sensazione di vedere i denti più lunghi che ovviamente è una conseguenza dell’abbassamento delle gengive.
  • Perdita di supporto e aumento della mobilità dei denti: questo fenomeno può progredire fino ad arrivare alla perdita di elementi dentari con ovvie conseguenze estetiche e funzionali.

Poiché la parodontite è una malattia che si associa a una inevitabile e progressiva distruzione dei tessuti parodontali, in presenza anche solo di uno di questi sintomi è opportuno contattare il proprio dentista di fiducia che valuterà lo stato di salute delle gengive e dei tessuti parodontali.

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Diagnosi della parodontite

Lo stato di salute dei tessuti parodontali viene valutato attraverso una procedura indolore, detta “sondaggio parodontale”. Grazie a una sonda parodontale millimetrata, inserita lungo tutta la circonferenza tra il dente e la gengiva è possibile identificare la presenza di tartaro sottogengivale e tasche parodontali.

Dove si rende necessario, è possibile effettuare anche uno studio radiologico ed esami di laboratorio per valutare l’entità del processo patologico.

Parodontite trattamento

Sicuramente, per la malattia parodontale, la prevenzione rappresenta un fattore fondamentale, per questo è importante prendersi cura della propria igiene orale quotidiana e sottoporsi a controlli periodici e a sedute di igiene orale professionale.

Un’attenzione costante alla salute della propria bocca, infatti, permette di individuare i segnali precoci della parodontite come, ad esempio, l’arrossamento e il gonfiore delle gengive e il loro sanguinamento durante lo spazzolamento o spontaneo.

Poiché i danni determinati dal processo infiammatorio del parodonto sono di fatto irreversibili, il trattamento della parodontite ha come principale obiettivo l’arresto della sua progressione.

Per questo è importante bonificare i focolai infettivi sia attraverso una terapia antibiotica, sia con delle terapie manuali che permettono di rimuovere placca batterica e tartaro e quindi ripristinare ove possibile lo stato di salute delle gengive eliminando le tasche parodontali.

Quando questo non è sufficiente, è possibile ricorrere al trattamento chirurgico per eliminare le tasche parodontali e se possibile rigenerare i tessuti distrutti dal processo infettivo.

Un intervento tempestivo permette, ad eccezione delle forme particolarmente aggressive, di mantenere i denti in sede (anche se leggermente mobili) e ridurre la sintomatologia dolorosa.

FAQ sulla parodontite

Qual è la differenza tra gengivite e parodontite?

La gengivite rappresenta una infiammazione del margine gengivale. Essa rappresenta la fase iniziale della malattia parodontale; quando il processo infiammatorio si diffonde in profondità interessando il legamento parodontale e l’osso alveolare si determina la parodontite che è caratterizzata da una perdita dell’ancoraggio dei denti.

È possibile guarire dalla parodontite?

Purtroppo, i danni determinati dalla parodontite sono irreversibili perché sono associati a una perdita delle strutture di sostegno dei denti causate dalla estensione del processo infiammatorio. Per questo, il trattamento è volto a impedire la progressione del processo e, anche una volta radicata l’infezione, è necessario prendersi cura della propria igiene orale quotidiana e sottoporsi a controlli periodici.

È possibile sottoporsi a un impianto dentale con parodontite?

Gli studi scientifici dimostrano che la presenza di parodontite aumenta il rischio di complicanze nelle procedure di inserimento di un impianto dentale e un aumentato rischio di perimplantite (un’infezione batterica dell’osso mascellare che può portare a una compromissione dell’ancoraggio dell’impianto).

Il rischio di perimplantite si riduce quando i soggetti affetti da parodontite vengono sottoposti con successo a una terapia gengivale. Per questo l’inserimento di impianti può essere programmato solo una volta terminata la bonifica del processo infettivo che ha coinvolto i tessuti di sostegno del dente e deve essere seguito da visite di controllo e frequenti sedute di igiene dentale professionale.

Ogni quanto devo effettuare i controlli dopo la terapia per parodontite?

Di solito, nei pazienti trattati per malattia parodontale, si raccomanda l’esecuzione di sedute di igiene orale professionale con intervalli da tre a sei mesi, in funzione dell’efficacia dell’igiene orale domiciliare, dell’entità della gengivite e della presenza e profondità delle tasche gengivali residue.

Cosa posso mangiare con la parodontite?

Quando si soffre di parodontite la masticazione può essere dolorosa e difficile per il movimento degli elementi dentari per questo può essere utile prediligere alcune tipologie di alimenti ed escluderne altri per contrastare l’infezione e alleviare il dolore durante la masticazione.

Tra gli elementi gli alimenti consigliati trovano posto gli agrumi e le cipolle, caratterizzati da importanti proprietà antisettiche. Al contrario bisognerebbe evitare i cibi croccanti (che spesso determinano sanguinamento gengivale), bevande e alimenti molto zuccherati (che favoriscono la progressione delle infiammazioni gengivali), i fritti e gli alimenti grassi (la cui difficile digestione può avere effetti negativi anche sulle gengive).


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